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la prima Associazione Italiana di Onicotecnici

Professione Onicotecnico

L’onicotecnico è un professionista esperto della ricostruzione ed applicazione di unghie artificiali per pura finalità estetica. Tale attività comprende ogni prestazione artistica eseguita ad esclusivo scopo decorativo o di miglioramento estetico sulla superficie di unghie di mani e piedi, tramite l’apposizione di prodotti specifici che consentano l’allungamento/estensione delle unghie naturali. Tali prodotti si distinguono in: fotoindurenti (sistema gel, acrygel e smalto semipermanente) o polveri acriliche con asciugatura all’aria. Per eseguire l'estensione delle unghie si usano delle formine adesive, oppure unghie artificiali preformate, comunemente chiamate tip.

L’onicotecnico è una professione a sé stante riconosciuta in tutta Europa, poiché si tratta di un lavoro artigianale artistico quindi completamente diverso dal mestiere di estetista; ad oggi, in Italia, non è ancora stata riconosciuta a livello nazionale, nonostante siano stati presentati ben due disegni di legge: il primo è il n. 911 depositato al Senato della Repubblica nella XVI Legislatura il 16 luglio 2008 dai senatori Gramazio, Ciarrapico, Caligiuri e Stiffoni; in seguito ripresentato nella XVII Legislatura come disegno di legge n. 1796 il 4 marzo 2015 dal senatore Carlo Giovanardi; il secondo è il n. 3116 presentato alla Camera dei Deputati nella XVI legislatura il 13 gennaio 2010 su iniziativa dei deputati Mazzocchi, Angelucci, Maggeri e Aracri, nel quale, oltre alla figura di onicotecnico, si interveniva con delle modifiche sulla figura di estetista e tecnico dell’abbronzatura UV.

Situazione italiana in merito alla figura di onicotecnico
Regione Abruzzo
In Abruzzo viene fatta distinzione tra “applicazione” e “ricostruzione”. Con decisione dell’11 aprile 2007 la Commissione Regionale per l’artigianato ha stabilito che l’attività di applicazione e decorazione di unghie artificiali non rientra nell’ambito della Legge n. 1/90 del 4 gennaio 1990 (attività di estetista), mentre l’attività di ricostruzione delle unghie rientra nell’ambito della suddetta Legge; in realtà il lavoro dell’onicotecnico consiste nell’applicazione e decorazione di unghie artificiali, mentre il termine ricostruzione unghie è entrato erroneamente nel gergo usuale del settore nails.
 
Regione Lombardia
Come per l’Abruzzo, anche in Lombardia viene fatta distinzione tra “applicazione” e “ricostruzione”. La Consulta Regionale si è espressa nella seduta del 14 aprile 2014 ritenendo che per l’applicazione e decorazione esterna delle unghie non è richiesto il requisito specifico di cui alla Legge n. 1/90, mentre per l’attività di ricostruzione delle unghie il suddetto requisito viene richiesto.
 
Regione Marche
Nelle Marche è stato addirittura istituito dalla Giunta Regionale il Registro Regionale degli Onicotecnici, a cui sono iscritti i soggetti che hanno partecipato ai percorsi formativi indicati al comma 5 della Legge Regionale n.36 del 30 dicembre 2014. Tale iscrizione è comunque soggetta ai requisiti della Legge 1/90 del 4 gennaio 1990 (attività di estetista).
 
Regione Toscana
In Toscana durante il Consiglio Regionale dell’11 ottobre 2017 è stata redatta la Mozione n. 283 ai sensi dell’art. 167 del Regolamento Interno, nel quale si prevede una normativa più semplice per l’attività di onicotecnico. Ad oggi, stanno lavorando ad un disegno di Legge per il riconoscimento della professione di onicotecnico.
 
Regione Lazio
In Lazio, come in Abruzzo e in Lombardia, viene fatta distinzione tra “applicazione” e “ricostruzione”. Nella seduta del 25 novembre 2008 sono state approvate linee applicative in materia di DM 37/2008, onicotecnica e unità locali, in cui si afferma che l’attività di onicotecnica è iscrivibile autonomamente all’albo artigiani soltanto ove comprenda prestazioni artistiche consistenti nell’apposizione e decorazione di unghie artificiali preformate, tale attività si distingue dall’attività di ricostruzione che, consistendo in un trattamento effettuato sulla superficie dell’unghia naturale, richiede il possesso della qualificazione di estetista di cui alla Legge 1/90 del 4 gennaio 1990 (attività di estetista). Si afferma inoltre che, ai fini dell’iscrizione all’albo, il titolare deve partecipare ad un corso della durata di 200 ore, al termine del quale dovrà superare un esame teorico-pratico. Precisiamo nuovamente che il lavoro dell’onicotecnico consiste nell’applicazione e decorazione di unghie artificiali, mentre il termine ricostruzione unghie è entrato erroneamente nel gergo usuale del settore nails.
 
Regione Calabria
La Regione Calabria ha presentato un disegno di legge n. 473 depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio Regionale della Calabria in data 19 giugno 2013, nel quale richiede il riconoscimento della professione di onicotecnico staccata da quella di estetista. Ad oggi, è ancora in attesa di approvazione.
 
Regione Veneto
In Veneto, dopo la sentenza del Tar del 2001 n. 43/27, si stabilì che l’attività di applicazione e decorazione delle unghie (onicotecnico) non era soggetta alla Legge n. 1/90. A seguito di questa sentenza furono aperti numerosi centri nails dando possibilità di lavoro a molte persone. Successivamente, con Novella del 2007, si contrasta il Tar riportando questa attività sotto la Legge n. 1/90, comportando un aumento smisurato dell’abusivismo.
Il 30 dicembre 2016, all’interno della legge di stabilità 2017 art. 112 la Regione Veneto si pronuncia in merito alla liberalizzazione dell’attività di onicotecnico. La legge non essendo stata impugnata dallo Stato entro i giorni previsti è stata pubblicata ufficialmente. Ad oggi, però, tale legge non ha ancora visto la sua attuazione.
Il 20 dicembre 2017 l’assessore alle attività produttive ed economiche della Regione Veneto nella figura del signor Marcato (Lega Nord) ha presentato un emendamento in cui, su suggerimento delle associazioni di operatori del benessere, intendeva bloccare e annullare la legge di stabilità 2017 art. 112 e riportare la professione di onicotecnico sotto la Legge n. 1/90 (estetica).
OPA, con lettera agli assessori regionali, ai consiglieri regionali e al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ha inviato una contestazione alla suddetta proposta di abrogazione ottenendone il blocco.

Nelle altre regioni vige ancora molta confusione: vengono richiesti i requisiti della legge 1/90 e in alcuni comuni delle Regioni stesse danno possibilità di aprire Partita Iva.


 




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